Taxi story Roma storie vissute in taxi Italia

  Biografia

 

 


Nacqui nel ’50 in un piccolo paesino dell’Abruzzo, da madre casalinga e padre che, quando non si ubriacava, si barcamenava tra la terra da coltivare e la vendita di formaggi in bicicletta nei paesi circostanti.

A dodici anni, sono emigrato nella grande città per costruire il mio futuro, e trovai rifugio in una norcine-ria in via Napoleone III. Il proprietario del negozio, mi accolse quasi come fossi un figlio, ospitandomi in casa e dandomi un lavoro come garzone nella sua bottega.

Solo qualche tempo dopo e di duro lavoro, incominciai a soffrire di forti e dolorosissime fitte lancinanti nella pancia, ma anche di bruciori di stomaco per ogni cosa che mangiavo.

(Gastrite e colite, un cocktail micidiale per un quindicenne).

Ovviamente, questi disaggi segnarono la mia giovinezza, ma poiché erano disturbi che venivano e andavano, a quei tempi non gli diedi il giusto peso.

A diciannove anni circa, partii per servire la mia patria, e scelsi volontariamente il corpo dei paracadutisti. Dopo quindici mesi di duro addestramento, mi congedai con la qualifica di assaltatore scelto della gloriosa folgore.

Una volta tornato a Roma, presi l’abilitazione professionale e incominciai a scorrazzare per lungo e largo nella città eterna.

Il tassista è un mestiere organizzato a turni, permettendo di avere del prezioso tempo libero, e per riempirlo, coltivai diverse passioni: la lettura è stata predominante per la mia crescita personale, ma ho amato anche la fotografia, il giardinaggio e il cucinare. (Solo diversi anni dopo ne arrivarono delle altre).

A ventisei anni ho contratto matrimonio con la mia bella sposa Anna, e dopo quattro anni, è nata la nostra prima bimba. Nel frattempo, i disturbi salutari peggioravano, con l’aggravante di lavorare più con regolarità. A quei tempi non capii cosa stesse succedendo, e per non sprofondare in un chissà quale tunnel, consultai finalmente un medico.

Lo psicologo, dopo una visita e una lunga chiacchierata, mi consigliò di cambiar mestiere, affermando che gli psicofarmaci non erano adatti al mestiere del tassista, ma avendo un mutuo da pagare e una famiglia da campare, gli dissi in chiaro e in modo determinato: «Dottore, mi perdoni, ma questo è un argomento da non toccare». Benevolmente mi rispose: «Allora non posso che darti dei consigli». Aggiunsi: «Grazie, me li farò bastare».

Secondo lui, dovevo trovare qualcosa da fare che mi distogliessero dalle problematiche della vita. Magari, scegliendo una passione che, coltivandola da mattina a sera, mi avrebbe aiutato a buttare tutto alle spalle, compreso il caos del traffico di questa nostra Roma.

Ricordo molto bene quel giorno dal dottore, ma uscii dal suo studio con ancora più confusione in testa e non sapevo davvero cosa fare.

Ho sempre creduto fermamente che lassù, c’è qualcuno pronto ad aiutarci, per questo credo che niente capita per caso.

In quel periodo, fui invitato a festeggiare il quindicesimo compleanno di mio nipote, e non sapendo cosa regalare, anche perché convinto ... che qualsiasi cosa, potesse essere un doppione. Scelsi allora una dama, che solo dopo scoprii fosse una scacchiera, e pur non conoscendone la differenza, decisi di regalargli proprio quella.

Quando mio nipote aprì la confezione, non solo per lui, ma anche per me fu una piacevole scoperta, mi si aprì un mondo fino a quel momento sconosciuto. Dopo il compleanno però, finii per dimenticare l’esistenza di quel gioco, ma chi da lassù me l’aveva bisbigliato, di certo non l’aveva dimenticato.

Passò del tempo e la mia condizione si aggravava, ma un giorno, nel lasciare una cliente davanti ad un’edicola a Monte verde nuovo, quell'angelo mi prese fra le mani la testa e la volto verso il marciapiede, mi cadde allora l’occhio su di un libro esposto, e lessi: “A.B.C. degli scacchi”, fu per me un illuminazione, e con i soldi della corsa di quell'anziana signora, scesi e lo comprai.

Lo lessi e lo studiai più e più volte, aiutandomi con una scacchiera per ricostruire le mosse indicate su quel meraviglioso manuale. Capii quasi da subito, già dal primo momento che lo sfogliai, che quella era la mia soluzione indicata dal mio angelo custode, e mi immersi anima e corpo in quel meraviglioso gioco, perfino chiudendomi in bagno per non essere distratto dalle gioiose corse della mia dolce bimba che in seguito, fu chiamata con il vezzeggiativo di Babbu. Nel frattempo, il cielo ci regalò un altro meraviglioso tesoro, e per no farle torto a nessuno delle due, la soprannominammo Fracikella.

Ma torniamo agli scacchi: per imparare il più possibile quel meraviglioso e complicatissimo gioco, finii per tenere una scacchiera con una posizione predefinita in ogni ambiente della casa, compreso il sedile al mio fianco mentre guidavo. Costringendo la mia mente a concentrarsi ogni istante della giornata.

Ogni scacchista sa bene che, se cade l’occhio su una posizione predefinita di un momento particolare di una partita, con una soluzione da risolvere, diventa come una trazione fatale difficile da sottrarsi, e per trovare la soluzione ci si concentra in modo tale, da annullare tutto ciò che c’è intorno. A me accadeva la stessa cosa, tutto spariva se mi concentravo per risolvere un problema scacchistico. Ed ero capace di distrarmi da ogni questione quotidiana di questo nostro mondo.

Dopo dieci anni di studi e di agonismo, vincendo diversi tornei nazionali e qualche soddisfazione anche internazionale, e alla sola età di trentanove anni, conquistai il titolo di maestro. La soddisfazione per me fu completa. Ma quel che fu la mia vera vittoria, è di scoprire con sorpresa, di non soffrire più di colite spastica, né di ulcera duodenale, malattie neuro vegetative causate dall'esaurimento, e grazie a quell'angelo custode che non né conosco il nome, sono guarito totalmente.

Una volta Ritiratomi dall'agonismo scacchistico, conobbi l’informatica e me ne appassionai: ricordo ancora il mio primo PC,  (Commodore 64 con floppy flessibili somiglianti ai dischi in vinili).

In seguito, conobbi la PNL, (Programmazione Neuro Linguistica), che ho seguito con il massimo interesse, e dopo un percorso durato una decina d’anni, arrivai al compimento dei miei cinquantacinque anni, è allora che mi appassionai di scrittura.

Incominciai così a scrivere le storie che vivevo quotidianamente in taxi.

Era già da qualche tempo che avevo la voglia di poterle raccontare, anche perché, già dai miei primi giorni di lavoro, mi son capitate cose davvero stravaganti, da farmi ripetere ogni volta a me stesso, che fosse un peccato mortale non farle conoscere al resto del mondo, ma non sapevo come fare.

Purtroppo, i miei pochi strumenti intellettuali non erano sufficienti, anche perché, avevo frequentato solo la scuola dell’obbligo dei tempi miei, cioè, le elementari. Speravo tanto di incontrare, durante il mio lavoro, un giornalista o uno scrittore, ai quali, affidare le mie esperienze in modo che potessero scriverle per me, e pur essendoci stato qualche incontro, il tutto naufragò ancor prima di incominciare, decisi allora di scriverli da me.

Ricordo, pensai allora: chi se ne frega se non saranno scritti perfettamente, anche perché, so bene che non ci sarà un’anima disposto a pubblicarli, li scriverò solo per le mie bambine, e il giorno che non sarò più di questo mondo, spero che loro e i miei futuri nipotini, nell'aprire il PC, potranno leggere questi miei racconti e divertirsi ricordandosi di chi li ha amati incondizionatamente.



 Note 

Le mie passioni

 

  1. GIARDINAGGIO: il mi piccolo terrazzo è stracolmo di ogni genere di piante. Amo coltivarle partendo dal seme, cimentandomi nel riprodurre anche diverse piante esotiche.
  2.  FOTOGRAFIASul sito costruito e configurato interamente da me, ho postato un nutrito album fotografico. Si possono ammirare insetti in volo e fiori da me stesso coltivati.
  3.  CUCINAuna passione nata per bisogno. Vivendo da solo, non ho potuto fare altro che appassionarmene.
  4.  LETTURAho letto tutto ciò che  Isaac Asimov ha  scritto, e pur non disdegnando la fantascienza, ho da sempre preferito la divulgazione scientifica.
  5. SCACCHIAll'età di trent'anni ho conosciuto il gioco degli scacchi, me ne sono innamorato e in soli otto anni ne sono diventato Candidato Maestro partecipando a tornei nazionali e internazionali, vincendo coppe e trofei. Oggi, la mia casa, è ricca di: coppe, targhe e trofei.
  6. INFORMATICAa quarant'anni mi sono appassionato anche dell’informatica. oggi sono tecnico di me stesso.
  7. PNLnel contempo, ho seguito corsi di programmazione neuro linguistica modellandomi nella crescita personale.
  8. SCRITTURANel 2005 ho iniziato a scrivere il mio primo racconto: "una serata tutto sommato finita bene”. Ho sospeso la scrittura per un breve periodo, per impegnarmi nel sociale, per poi riprenderla all'età di 55 anni producendo il mio primo libro intitolato TAXI LIVE. (storie vissute in taxi). Nel quale ho raccolto i miei primi quindici racconti. Attualmente sto  pubblicando su Amazon. 
  • E quindi,  se non si è capito, la mia attuale passione è di giocare a fare lo scrittore.

Commenti: 1
  • #1

    OresteAPP (mercoledì, 23 dicembre 2015 08:51)

    Contraccambio gli Auguri, tanto più apprezzati quanto imprevisti. Avevo letto qualcosa di te di quello che fai. Sò bene quanto sia complicato questo mondo e raccontarlo come fai, e sai fare, non è cosa da poco. Hai trovato nobilmente un modo per essere utile a gente che forse non Sà neppure Chi sei... Che fai... Come e perchè lo fai... Ti stimo e spero un giorno di condividere con te anche solo un caffè. auguri, mio sconosciuto collega. sinceri ed intensi come l'affetto di chi ti vuol bene. A presto.

** L'intervista**
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