Taxi story Roma storie vissute in taxi Italia

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   Molti hanno già raccontato attraverso film o libri, storie di chi lavora o vive per strada immaginando scenari verosimili, mai, però, lo aveva fatto chi vive veramente ciò che altri immaginano.

   La singolarità che rende unici questi racconti, è la loro autenticità, perché a raccontarli, sono gli stessi protagonisti.

   Il libro tratta argomenti vissuti dai tassisti attraverso la penna  di Adriano Burelli, che da oltre quarant'anni, vive e lavora sulle strade di Roma.

   L’autore, dopo aver vissuto una storia o dopo averla ascoltata raccontare da colleghi tra una corsa e l’altra, ha pensato bene di riportarla su carta dandogli un tocco di romanticismo.

 

                          I contenuti

 

   Un libro che fotografa attraverso i racconti dei tassisti romani ciò che di solito sfugge ’’ai più’’: sorrisi, lacrime, ricordi, e grandi emozioni rievocate dalla penna di Adriano Burelli.

   Le atmosfere della capitale, si colorano di arcobaleno, avvolgendo il tutto: le persone, la gente comune e cosiddetti Vip, si mischiano, si intelaiano in una grande piccola storia in cui tutti diventano personaggi, maschere di un mondo e modo di vivere.

                                                     Niccolò Carosi

** L'intervista**
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Collega che in una sola serata vive due esperienze traumatiche
Ho io stesso vissuto quella maledetta notte. Due della camorra, hanno scelto il taxi per un'azione punitiva ed io ero e mi sentivo uno scomodo testimone.
Collega soprannominato lupo per la sua grande passione per la magica Roma, nella storia invece, vive momenti di umanità che non si addicono ad un ultras
Spontanea amicizia tra il tassista e il cliente costretto a vita sulla sedia a rotelle. Sofferente però di solitudine, prendeva spesso il taxi nelle ore notturne.
Sale a bordo portandosi dietro un gran fetore con le chiare intenzioni di non pagare la corsa
ispirato dal maltrattamento di una vecchia da suo figlio è nata la poesia che mi ha regalato un gran bel premio
Un gioco ricorrente quando ci si annoia ad aspettar clienti.
Senza mutande e cosce semi aperte hanno mandato in delirio il povero tassinaro.
Erika, giovane tassista, costretta dalla sua coscienza a seguire in casa un'urbica, solo per impedire che il marito la uccidesse.
Rimasto carabiniere nell'animo, solo per aver prestato servizio di leva da ragazzo, ha finito per fare il tassinaro fino a quando la musica non ha smesso di suonare.
Storia umana usata anche da Federico Fellini con Alberto Sordi il tassinaro e la giovane Alessandra Mussolini.
La dolce Roberta ha preso a bordo un giovane con l'intenzioni di portarla a letto ad ogni costo
Per non suscitare reazioni scomode, il collega è costretto ad indovinare l'indirizzo dove portare il cliente.
Clochard usato per tranquillizzare il tassinaro e non fargli capire che non avrebbe mai pagato.

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Commenti: 4
  • #4

    Patrizia (lunedì, 18 maggio 2015 19:45)

    Adriano Ciao, ci siamo conosciuti nel tuo taxi, io sono Patrizia, forse non puoi ricordare tutti i clienti che incontri nel tuo taxi e forse non ricordi chi io sia. Provo allora a farmi ricordare. Era uno dei tanti Lunedì in cui scendo a Roma per lavoro, quel giorno, sono salita sul tuo taxi all'aeroporto di Fiumicino e nel vedere il tuo libro bene in mostra sulla spalliera reclinata della tua Multipla, la prima cosa che ho fatto, ancora prima di dettarti l'indirizzo, è stata quella di prenderne una copia e metterlo nella mia borsetta, stavo per darti i soldi quando tu mi hai detto: "non c'è bisogno che lo paga subito, faremo tutto un conto quando saremo all'indirizzo. Piuttosto, può dirmi dove vuole che l'accompagni per favore"? Ricordarti il modo di come ci siamo incontrati ti sono tornata in mente? Io credo di si. Comunque, sono la signora di Torino che mi hai portato in via Torino. Ricordi? Ci abbiamo anche scherzato sopra. "una di Torino che va in via Torino". Ho trovato affascinante quasi tutti e quindici i tuoi racconti, in particolare ho trovato toccante "LA SOLITUDINE DI MICHELE" mentre L'AMICO FRANCO mi ha fatto capire quanto è difficile fare il tassista. Ora guardo la tua categoria sotto un'altra prospettiva, provo anche ammirazione per quello che fate e come lo fate. Bravi, Bravi davvero. Ma un Bravo con la B maiuscola va soprattutto a te che stai facendo conoscere il lato umano di questo tuo mondo. Spero di poterti salutare, magari prendere un caffè insieme, la prossima mia venuta a Roma. Ora ti saluto con un abbraccio affettuoso, una tua ammiratrice la Patrizia di Torino

  • #3

    Antonio (venerdì, 01 maggio 2015 21:08)

    Ciao Adriano, ci siamo conosciuti nel tuo taxi in uno dei miei soliti viaggi a Roma, ti ricordi? Abbiamo parlato dei tuoi racconti ed io ti ho comprato il libro. Ti avevo anche promesso che mi sarei fatto sentire per dirti un mio parere. Cosa dirti? Posso solo dirti che mi sono davvero divertito. Li ho trovati tutti e quindici belli, divertenti. ma anche molto umani. Bravo! sei davvero molto bravo. Complimenti davvero.
    Posso chiamarti la prossima volta che vengo a Roma? Così, nell'accompagnarmi ne parliamo meglio di persona. Quando scriverai il prossimo ti prego di farmelo avere. Pagando s'intente. Un abbraccio sincero Antonio

  • #2

    Angela (domenica, 18 gennaio 2015 11:50)

    Ciao mi sono entusiasmata nel leggere SOS MANICOMIO.

    complimenti è davvero una bell'idea la tua, continua così.

    non vedo l'ora di scaricarmi gli altri racconti, sono sicura che li troverò altrettanto divertenti e interessanti. Complimenti Adriano, mi piace il tuo modo ironico di esprimerti. un bacione e spero di conoscerti presto.

    Angela

  • #1

    Adriano (lunedì, 12 gennaio 2015 16:53)

    Interessanti i tuoi racconti. Complimenti!

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