Al mondo ci sono tre visioni
la mia, la tua e la verità.
Oriana Fallaci

  Scrivere le nostre storie per far conoscere al mondo la parte buona di noi TASSISTI

 

“L’altra faccia della medaglia”

Mi sanguina l’anima al pensiero che la visibilità è solo per chi fa del male dimenticando completamente chi fa del bene. Nella nostra società, il sistema, porta alla ribalta chi vive di espedienti, facendo apparire tutta la nostra categoria come dei parassiti, approfittatori, prepotenti e ladri, diventa davvero deprimente, insopportabile, inaccettabile.

È in accettabile per tutti coloro che vivono il quotidiano fatto di piccole buone azioni, come ad esempio: sollevare di peso chi è portatore di handicap per aiutarlo a salire o scendere dalla vettura, portare fino all'ascensore la valigia alla persona anziana lasciando incustodito il taxi, o semplicemente sostare ancora per un momento per proteggere con lo sguardo le signore mentre aprono il portone di casa.

Queste sono solo piccole azioni quotidiane, che il mondo dei tassisti svolgono tutto il giorno e tutti i giorni dell’anno.

Queste sono solo piccole azioni che a nessuno interessa ricordare, ma ci sono. E rendono il servizio taxi utile, quasi indispensabile.

Poi, c’è anche tra di noi, chi si lascia felicemente coinvolgere in azioni di umanità perdendo tempo, soldi e lavoro.

Mi sanguina l’anima al pensiero di tutti quegli episodi rischiosi che il tassista vive e che, nonostante il rischio accetta di buon grato e si presta anche ad affrontare.

Questo nessuno lo verrà mai a sapere.

Sanguino dentro quando penso a quelle giovani donne che entrano nel taxi e scoppiano in un pianto incontenibile, aspettandosi un aiuto dal tassista che puntualmente arriva.

Soffro terribilmente al pensiero dell’episodio capitato a Primo, nel racconto intitolato L’amico Franco, dove il tassista accetta di buon grato di essere cornuto e mazziato e dopo essere rimasto fregato, rimettendoci del denaro, non perde l’occasione di metterci del suo per aiutare chi ne ha più bisogno.

Sanguino dentro solo e soltanto per il fatto che nessuno parla di questo, nessun professionista della notizia racconta questi episodi.

Si preferisce dare solo messaggi negativi e speculativi.

Però, gioisco al solo pensiero che esistono. Sono felice di poterli raccontare. Esplodo in una felicità quasi dolorosa quando penso che molti di noi ancora oggi finiscono immancabilmente per rimanere incastrati nelle storie umane che incontrano e che felicemente affrontano, anche se questo gli costerà la giornata di lavoro.

Questa mia felicità sogno di poterla trasferire a tutti voi attraverso questi racconti.

Per questo provo un senso di gratitudine per tutti coloro che, leggendo questi racconti, si danno e ci danno l’opportunità di scoprire l’altra faccia della verità.

E a te che stai leggendo, va il mio primo ringraziamento per la persona meravigliosa che sicuramente sei, perché hai scelto liberamente di conoscere l’altra faccia della medaglia e soprattutto di non aver fatto come coloro che infilano la testa sotto la sabbia bevendosi tutto quello che i media scrivono.

Dopo aver letti questi racconti, tu e soltanto tu, avrai gli elementi per un giudizio finale.

 

 

Grazie ancora,

Adriano Burelli


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** L'intervista**
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Intervista  Adriano Burelli
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