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Per un Lupo che si rispetti


Ultras tifoso della Roma, dopo aver scoperto di essere seriamente malato, incontra tre situazioni che sembrano il segno del destino che lui chiama Dio.

SINOSSI

 

Un giorno, mentre passava per ponte Milvio, è stato fermato da un signore ben vestito, di circa novantenni, malfermo sulle gambe e gli parlava attraverso il finestrino, ma, per quanto fosse senza forze era costretto ad appoggiarsi allo sportello per non cadere, e ha detto con sguardo molto triste e viso molto serio: sto pensando seriamente al suicidio, amico mio.

 

Ma che dice? Non lo dica nemmeno scherzando. La vita, anche con le peggiori sofferenze, va vissuta. Anche perché ci sono i figli, i nostri cari, gli amici e a tutti gli altri a cui pensare.

 

Magari …, questo era vero qualche anno addietro, oggi non ho nessuno a cui pensare, sono costretto a rifugiarmi nel paesino mio, sempre se c’è ancora un posto dove stare.

 

Ma cosa le è successo di tanto grave?

 

Una cosa che mi vergogno anche solo a raccontare, però, proprio perché tu sembri disposto ad ascoltare e soprattutto perché sei uno che fino a un minuto fa eri sconosciuto, te la voglio proprio raccontare, ora però ho l’esigenza di raggiungere il capolinea degli autobus a Saxa Rubra, da li parto e vado al paese dove sono nato, accompagnami per favore, che l’auto sta già forse per partire, e se mi ci accompagni, mi farai due grandi favori, da un lato, mi porti a destinazione, ma sappi, non posso proprio pagare. L’altro, mi lasci sfogare che è l’unico modo che ho per non ammazzarmi subito.

 

Salga e stia tranquillo, che i soldi sono l’ultimo dei miei pensieri, ora andiamo e si sfochi che se facciamo in tempo, anch'io ho qualcosa da raccontarle, in questo possiamo aiutarci entrambi.

 

D’accordo, incomincio io. Ho novant'anni suonati e ho costruito un piccolo impero economico che stupidamente ho trasferito già da un bel pezzo ai miei tre figli, loro, proprio ieri, per ricompensarmi del mio nobile gesto, mi hanno buttato fuori di casa. Dicono che sono di peso e non mi hanno lasciato nemmeno di che vivere. Ora vado al mio paese d’origine, e se riesco a trovare il coraggio, me ne vado dove dico io.

 

Ma cosa dice! Non dica più queste cose, aspetti che sia il Padreterno a prendere questa decisione, non spettano a lei, faccia il bravo. E poi, non la dia vinta a quei tre bastardi, forse è proprio quello che stanno cercando, dia retta a me, viva tutta la sua vita. Viva la vita che il Padreterno le ha concesso, e ringrazi per questo. E se riesce a vivere abbastanza da sotterrarne almeno uno, sai come ci rimarranno male? 

 

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** L'intervista**
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Intervista  Adriano Burelli
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