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                    Violentata e derubata

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La violenza è l’ultimo

rifugio degli incapaci.

Isaac Asimov

 

 L’incapacità è l’unica

risorsa degli ipocriti. 

Adriano Burelli

 

L’autore, ha preso lo spunto dai fatti di cronaca del Maggio 2015 per romanzare e documentare quel che impunemente accade in questa aberrante società.

L’otto maggio, alle prime ore del mattino, una tassista ha subito un atto delittuoso che tra esseri civili mai dovrebbe accadere. Purtroppo, ci sono in giro bestie, animali, demoni di ogni sorta, che mascherati da esseri umani, fanno un scempio della vita altrui.

In questo caso, il mostro è ora in carcere. Ma per la vittima e per tutti noi, è solo una magra e inutile consolazione.

Nessuna prigione, nessuna limitazione della libertà, potrà mai restituire alla vittima la vita così come era prima. Tutti sappiamo che non sarà mai più la stessa. Se aggiungiamo poi, che a breve sarà di nuovo libero e pronto a violentare ancora le nostre innocenti figlie, la rabbia ci prende dentro così, come prende me mentre sto scrivendo.

 Purtroppo, non so se è giusto così come viene amministrata la giustizia in questo mondo, ma non lo credo, credo che si possa fare di più e molto meglio. Lo stato del diritto è strutturato in modo tale da riconoscere i diritti solo alle bestie, agli animali, ai mostri, ai demoni. A loro viene applicato bene e con molta attenzione. Per le vittime è solo sulla carta, anche la giustizia sa dimenticarsi bene della loro immane sofferenza.

Non c’è diritto al mondo che preveda giustizia vera e giusta per chi è stato oggetto di una terribile violenza come quella perpetrata alla vita della collega. Bisognerebbe cancellare questo diritto obbrobrioso, immorale disonorevole, svergognato, scandaloso e riscriverlo da capo. Dove al centro ci sia la vittima e non il bastardo.


 SINOSSI

 

Poi, davanti agli occhi della mente, ha visto scorrere lentamente, come una pellicola di un film visto e rivisto, le bollette da pagare stipate sulla mensola del finto caminetto, e si è detta: “Una corsa in più non può che farmi comodo” e ha preso a rallentare. “I colleghi sicuramente capiranno, Lunedì mattina glielo spiegherò, e per farmi perdonare, pagherò il caffè e magari anche per il giorno dopo. Dipende ovviamente dall'entità della corsa che mi farà fare questo”! Ha esclamato parlando a se stessa e a voce alta.

Poi, ci ha di nuovo ripensato, e per un istante si è sentita con lo stesso stato d’animo che aveva appena sveglia. La sensazione di pericolo che stava rivivendo, ha dato uno scossone di razionalità alla sua mente, facendole ricordare che, a quell'ora del mattino, spesso vanno gli ubriachi in giro. “Magari, è uno di quelli che passano la notte nei night club facendosi spennare come polli”, e ha concluso: “Adesso, probabilmente è anche senza soldi”!

  Una volta arrivata nei pressi e l’ha potuto guardare meglio e da vicino, ha visto un volto pulito di un giovane ragazzo con dei modi addirittura un po’ impacciati. Si è allora detta: “Sembra addirittura timido, … allora lo prendo a bordo, magari s’è perso, … chi può dirlo”? E si è fermata.

  

Cameriere a ore

CARNEFICE a tempo pieno

La notte tra il Giovedì e il Venerdì mattina, non è stata delle migliori, dopo qualche finestrino frantumato, scegliendo solo vetture che fanno pensare che ci sia un tesoro dentro, non ha trovato che qualche oggetto senza nessun valore, e dopo aver vacato fino all'alba, si è trovato in via Aurelia proprio all'altezza dell’Ergife Palace. Ed è allora che gli è venuto un salto al cuore, l’adrenalina ha incominciato a defluire copiosa nelle vene, la stanchezza è andata via in un istante, le endorfine lo stavano facendo sentire forte da spaccare il mondo intero.

Il motivo di tutta quella agitazione, è di aver visto arrivare in lontananza una macchina con la scritta taxi sul tetto e bene illuminata. Ed è scattato in lui un gran prurito nel palmo delle mani, la voglia matta di arraffare qualche euro gli è esplosa dentro come una granata. 

Non ci ha pensato su due volte, ed ha sollevato in alto il braccio. Il taxi, a  prima rallentato, ha poi tentennato, sembrava non volesse più fermarsi, e in fine si è fermato. Allora, non ha esitato nemmeno per un secondo, ha aperto lo sportello dietro ed è montato. Una volta dentro, si è accorto che al volante c’è una gran bella gnocca.

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** L'intervista**
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Intervista  Adriano Burelli
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